domenica, 29 giugno 2008

Il 18 giugno  / se non sbaglio era il 18 / su Repubblica c'era un articolo del buon Bartezzaghi (oltre a pitoni che escono dal cesso e altre amenità qualcosa ancora si salva) che con il solito savoir faire metteva in luce le cazzate di certi manager.
Il tutto è partito da un pezzo sul sito della Bbc / di non ricordo chi / sull'argomento, che ha scatenato i lettori a indicare le 50 frasi odiate del proprio capo o giù di lì. Tra le peggio cose per gli inglesi ci sono frasi del tipo "ti ho nel mirino" e la sostituzione del termine "problema" con il termine "sfida". Tra quelle di casa nostra Bartezzaghi citava, oltre alle solite metaforone ecc. gli stra-abusati adattamenti dall'inglese che per taluni nostalgici yuppies fanno ancora figo: fittare, scannare, iNputare ecc. Oltre alla chicca del nuovo ministro dell'istruzione che ha sfoderato un emblematico "sto staffando" per dire che ancora stava scegliendo i suoi collaboratori.
Ci fosse una versione italiana del sito della Bbc, non esisterei ad additare come termine più ipocrita in assoluto il gentlemen's agreement / non so se prima o dopo il "facciamo benchmarking" per dire "non so come cazzo risolverla vediamo che fanno gli altri e copiamoli" / che in ufficio viene sfoderato quando fai notare al capo che forse hai lavorato un po' di più di quello per cui sei pagato e che forse potrebbe a) pagarti le ore in più b) darti delle ferie. Ecco, lì arriva il gentlemen's agreement che ti dice in soldoni: a sto giro è andata così ma quando vorrai prenderti delle ferie / se sarà il momento opportuno / te le potrai prendere anche oltre quelle stabilite, ça va sans dire (giusto per....), non è mai il momento opportuno.
dottorkapra @ 22:07 | commenti (2)
 
domenica, 15 giugno 2008

Frau Doktor: Speriamo che questa pioggia si porti almeno via un po' di stronzi...
Bobby D.: Tranquilla tesoro, quelli che restano a galla li togliamo noi con il retino.

 

dottorkapra @ 21:26 | commenti (6)
 
mercoledì, 11 giugno 2008

Capita che nel delirio uno decida di cancellare non uno ma ben due blog, che non voglia più scrivere nè leggere nulla e che si incazzi pure per il fatto che splindermerda non lo lasci libero di cancellare l'account. Capita che il giorno dopo aver cancellato tutto decida di aprire un nuovo blog e che in un batter d'occhio si penta di tutto.
La crisi di identità esiste e io sono il dottorkapra, non posso decidere di aprire un blog a caso / che poi il nome l'ho pensato per almeno due settimane e ora credo che potrei aprire una ventina di account con altrettanti blog solo per tenerli da parte nel caso in cui... / e non posso nemmeno abbandonare il mio passato per ritrovarmi lì, come una scema, senza una storia, come se per un brutto scherzo mi avessero fatta nascere con un vissuto fittizio che non riesco a ritrovare.

A tutto esiste un rimedio: le medicine, le cure termali, le macumbe, gli omicidi, le droghe, i suicidi, le reincarnazioni.

Per la morte del blog esiste webarchive che mi ha ridato il blog vecchio e anche quello più vecchio.
dottorkapra @ 23:01 | commenti (7)